gennaio 29 2005, ore 18:49


ho sempre sognato di incontrare una ragazza spigliata, gentile, dall'aspetto gradevole, che non mi trovasse repellente. Io le chiederei di sposarmi e vivremmo felici e contenti per tutta la vita. Tra i miei genitori è funzionato. Beh, a parte il divorzio e tutto il resto.
 
Funeral Blues
 
Stop all the clocks, cut off the telephone,
Prevent the dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.
 
Let aeroplanes circle moaning overhead
Scribbling on the sky the message He Is Dead,
Put crepe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.
 
He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest,
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last for ever; I was wrong.
 
The stars are not wanted now: put out every one;
Pack up the moon and dismantle the sun;
Pour away the ocean and sweep up the wood,
For nothing now can ever come to any good.
 
W.H. Auden, "La verità, vi prego, sull’amore"Adelphi, 1994
 
 
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gennaio 27 2005, ore 02:17

 Prigioniero del paradiso

 
Sessantanni  fà il 27 gennaio del ’45 le truppe entravano nel lager di Auschwitz, scoprivano l’orrore del III Reich, un progetto folle ma spaventosamente lucido e ben organizzato.Dal 2000 in Italia  si celebra il giorno della memoria, per ricordare la Shoah,l’olocausto di un intero popolo.
 
Roman Polanski raccontanel film "Il pianista"  la disperazione della fame e della paura, l'angoscia quotidiana degli stenti e delle persecuzioni,i divieti imposti dalle leggi razziali. l’orrore nazismo della solitudine,rivisita la sua infanzia (fuggì ragazzino dal ghetto di Cracovia e la madre morì ad Auschwitz ) attraverso la storia del grande musicista ebreo Wladyslaw Szpilman,pianista di talento, ebreo polacco vissuto a Varsavia durante il periodo dell'occupazione tedesca, suonava il Nocturne di Chopin in diretta alla radio di stato di Varsavia quando un bombardamento mandò in frantumi lo studio e gettò il suo paese nel delirio sanguinario dell'occupazione nazista e della guerra che scampò miracolosamente alla morte e allo sterminio che eliminò sei milioni di ebrei.Verrà confinato nel ghetto, poi segnato con la stella di Davide sul braccio e infine inserito nelle liste dei deportati.
 
Il cinema è stato, ed è tuttora, sensibile ha raccontare e immaginare l’olocausto, ha permesso di modificare il tempo, accelerarlo,dividirlo,concentrarsi su eventi di storie accadute o solo lette, e Adrien Brody in questo film  riesce in modo magistrale a rendere il percorso emotivo, sobrio e intenso. e la consapevolezza che tutto sia accaduto davvero.
 
 
Altri Olocausti
  
Train de vie -1998
di Radu Mihaileanu - con Lionel Abelanski, Rufus, Clement Larari
 
Schindler's List  - 1993
di Steven Spielberg - con Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes,
 
Jona che visse nella balena - 1993
di Roberto Faenza - con Jean-Hugues Anglade, Juliet Aubrey
 
Bolero – 1981
di Claude Lelouch - con Geraldine Chaplin, Robert Hossein, James Caan
 
The Diary of Anne Frank - 1959
di George Stevens - con Millie Perkins, Joseph Schildkraut, Shelley Winters
 
 
 
L'ultimo diario di un kapò di Auschwitz di Zalmen Gradowski
 
 
 
Caro lettore, scrivo questi brani nell'ora della mia massima disperazione, non so se potrò mai (e non credo che potrò mai) rileggere queste righe una volta passata "la tempesta". Chissà se avrò la fortuna di riuscire un giorno a rivelare al mondo questo segreto profondo che porto nel mio cuore? Chissà se potrò mai rivedere un uomo "libero", se potrò parlargli? Può darsi che questo, le poche righe che scrivo siano la sola testimonianza della mia vita di un tempo. Ma sarei lieto che i miei scritti ti raggiungessero, libero cittadino del mondo. Una scintilla del mio fuoco interiore forse si propagherà in te e tu nella vita forse compirai parte del nostro volere, farai vendetta, vendetta degli assassini! Caro scopritore di questi scritti! Ho una preghiera da rivolgerti - per la verità è l'unico motivo per cui scrivo - che almeno la mia vita condannata a morte trovi un senso. Che i miei giorni infernali, il mio indomani senza sbocco, raggiungano il loro scopo in futuro. Io non ti riferisco che un'infima parte, una parte minima, di ciò che è accaduto in questo inferno di Auschwitz-Birkenau. Potrai farti un'idea di ciò che è stata la realtà. Ho scritto parecchie altre cose. Penso che ne troverete sicuramente le tracce e, a partire da queste, potrete capire come sono stati assassinati i bambini del nostro popolo. [...] Nel grande stanzone sotterraneo, al centro del quale dodici pilastri sostengono il carico dell'edificio, sta ora brillando una vivida luce elettrica. Lungo le pareti, intorno ai pilastri, sono predisposte da tempo panche e ganci per gli indumenti delle vittime. Sul primo pilastro è inchiodato un cartello, in varie lingue, che avvisa coloro che arrivano che sono giunti ai "bagni" e che devono togliersi gli abiti per farli disinfettare. Ci siamo ritrovati insieme alle donne, e ci guardiamo pietrificati. Esse sanno tutto, capiscono tutto, che questi non sono bagni, che la stanza è il corridoio della morte, l'anticamera della tomba. La stanza si riempie continuamente di gente. Arrivano sempre più camion pieni di nuove vittime, e continuamente la "sala" le inghiotte. Restiamo tutti come inebetiti, incapaci di dire loro una parola. Eppure, non è la prima volta. Abbiamo già ricevuto tanti trasporti prima di questi, e una scena simile l'abbiamo vista più volte. Ciononostante, ci sentiamo deboli, come se stessimo per svenire, privi di forza, insieme a loro. Siamo tutti sconvolti. In questi vecchi abiti già usati, da tempo logori, si drappeggiano corpi affascinanti, pieni di attrazione e di fascino. Tutte queste teste dai riccioli neri, bruni, biondi e alcune rare teste grigie ci guardano con i loro grandi occhi neri, profondi, ammaliatori. Vediamo davanti ai nostri occhi giovani vite ribollenti, palpitanti, frementi, in fiore, rigonfie di linfa, abbeverate alle fonti della vita, fiorenti come una rosa spuntata in giardino. Fresche, inzuppate di pioggia, imbevuti di rugiada mattutina. Alla luce del sole, luccicano le gocce scintillanti dei loro occhi di fiori - come perle [...] La prima domanda su tutte le labbra è per chiedere se i loro uomini sono già arrivati. Ognuna vuol sapere se il marito, o il padre, o il fratello, o l'amante sono ancora vivi. O se il loro corpo rimane irrigidito da qualche parte morto, se ormai le fiamme lo consumano e non ne resta più traccia. E se lei è rimasta sola al mondo con lo sfortunato figlio, ormai orfano. Forse, ha già perduto il padre, il fratello, l'amato. Per quale ragione vivere, in questo caso, perché restare in vita? [...] Noi le stiamo a guardare con compassione, perché scorgiamo ormai dinnanzi ai nostri occhi un'altra scena, una scena d'orrore. Tutte queste vite palpitanti, questi mondi effervescenti, tutto quel brusio, quel calpestio che ne promana, entro poche ore tutto questo sarà morto e rigido. [...] Io resto qui accanto a un gruppo di donne, dalle dieci alle quindici e, fra poco, tutti questi corpi saranno contenuti in una carriola, tutte queste vite in una carriola di ceneri. Non rimarrà più alcuna traccia di quelle che stanno qui, tutte queste donne che popolavano intere città, che tanto spazio occupavano nel mondo, saranno fra poco cancellate, estirpate con tutte le radici - come se non fossero mai nate. I nostri cuori sono lacerati dal dolore. Proviamo, soffriamo con loro i tormenti del passaggio dalla vita alla morte. [...] [...] Bisogna indurire i cuori, soffocare qualsiasi sensibilità, smussare ogni sensazione dolorosa. Bisogna cacciare le atroci sofferenze che dilagano come un uragano in tutte le nostre membra. Bisogna trasformarsi in automa, non vedere niente, non sentire niente, non sapere niente. Gambe e braccia si sono messe al lavoro. Ecco là un gruppo di compagni, suddivisi ognuno in base a una mansione specifica. Si tira, si estraggono a forza i cadaveri da questa matassa, chi per un piede, l'altro per una mano, come viene meglio. Sembra che stiano per smembrarsi, tanto vengono stiracchiati in tutte le direzioni. Si trascina il cadavere sul pavimento di cemento gelido e macchiato e il suo bel corpo d'alabastro levigato spazza via tutta la sporcizia, tutta la frangia lungo il passaggio. Si afferra il cadavere insozzato e lo si stende fuori, con la faccia rivolta verso l'alto. Due occhi gelidi ti fissano, come per chiederti: "Che cosa fari di me, fratello? ". Più di una volta rivedi qualcuno che conosci, con il quale hai trascorso un po' di tempo prima che entrasse nella tomba. Tre uomini sono pronti per preparare il cadavere: uno con una gelida tenaglia che affonda nella bella bocca in cerca di un tesoro, di un dente d'oro e, se lo trova, lo strappa insieme alla carne; il secondo taglia con le forbici i capelli riccioluti, spoglia le donne della loro corona: il terzo strappa energicamente gli orecchini, molto spesso macchiati di sangue. E le fedi che non si lasciano sfilare vengono strappate via con la tenaglia. Ora lo si può consegnare al montacarichi. Due uomini mettono in equilibrio i cadaveri come ciocchi di legna sulla piattaforma, e quando si è arrivati a sette-otto si dà il segnale con un colpo di bastone e l'elevatore sale. [...] Lassù, vicino al montacarichi, ci sono altri quattro uomini: due da un lato che tirano i cadaveri verso la "riserva", e altri due che li trascinano direttamente verso i forni. Si distendono a due a due davanti alla bocca di ogni forno. I bambini piccoli vengono impilati in un grosso mucchio da un lato - vengono aggiunti, gettati su altri adulti. I cadaveri vengono posti uno sull'altro sulla "barella" di ferro, si spalanca la gola della geenna e si spinge la barella nel forno. Il fuoco infernale tende le sue lingue come braccia spalancate, si impossessa del cadavere come di un tesoro. I capelli prendono fuoco per primi. La pelle si gonfia di bolle, che scoppiano dopo pochi minuti. Braccia e gambe si contorcono, vene e nervi si tendono e fanno fremere le membra. Ormai il cadavere prende fuoco per intero, la pelle si è screpolata, il grasso cola e tu senti lo sfrigolio del fuoco ardente. Non vedi più i cadaveri, ma solo una fornace di fuoco infernale che consuma qualcosa al suo interno. Il ventre scoppia e gli intestini e le budella ne sprizzano fuori in pochi minuti, senza che ne resti traccia. La testa impiega più tempo a bruciare. Due fiammelle blu fanno scintillare nelle orbite gli occhi che si consumano insieme al cervello più in profondità, e nella bocca la lingua è ormai calcinata. L'intero processo dura venti minuti - e un corpo, un mondo si riducono in cenere [...] Zalmen Gradowski (Traduzione dal francese di Titti Pierini) Estratti dagli Appunti di Zalmen Gradowski, ritrovati nel 1945, in occasione degli scavi effettuati accanto al terzo forno crematorio di Birkenau ad opera della Commissione di indagine dell'esercito sovietico. I sonderkommando erano gruppi di uomini scelti tra i prigionieri che, nei campi di sterminio, avevano il compito di portar via i cadaveri degli assassinati dalle camere a gas. GRAZIE PER AVERLO LETTO.
 
 
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gennaio 25 2005, ore 00:07

comincia così:

SPARIZIONI

I dentoni bianchi e sporgenti gli pendono dal sorriso come quelli di un cane lupo. Gli occhi hanno un espressione vacua,esaltata,folle. Anche la signora che lo tiene in mano,accovacciata per farsi piccola come me,ha in faccia un sorriso troppo largo. Assomiglia alla mia babysitter, ma senza l’apparecchio:ha la stessa treccia bionda che parte da un punto imprecisato della testa. Mi agita Bugs Bunny davanti alla faccia, e la carota che il coniglio tiene stretta in mano fende l’aria su è giù come un coltello. Aspetto che una delle assistenti sociali le dica che non ho il permesso di guardare i cartoni di Bugs Bunny.<Guarda cosa ti ha portato la mamma >,sento dire Mamma.Lo dico sotto voce,come una parola magica che usi solo quando ti trovi sopraffatto da un nemico troppo numeroso.<Qui davanti a te, amore > dice la donna con il coniglio. Allarga il sorriso ancora di più e alza gli occhi verso le tre assistenti sociali che abbiamo intorno,facendogli un cenno con la testa. Le loro teste inclinate rispondono con un altro sorriso. Lei agita di nuovo il coniglio.<Sono io la tua mamma > Guardo le  sue labbra, rosse e lucide e mi sento in bocca il sapore della parola metallico e acido. E ho un tremendo desiderio di Lei, di quella vera che mi viene a salvare.Fisso le facce inespressive e dal profondo di me stesso grido con tutte le forze perché Lei venga a salvarmi.

dal libro “Ingannevole è il Cuore più di ogni Cosa” di J.T. LeRoy

J.T. LeRoy conosce la disperazione e  la racconta in modo bruciante, trasformando il dolore in poesia, senza ricorrere a pietismi né autocommiserazione, ma con una intensità e una dolcezza che vanno dritte al cuore. la storia di un bambino cresciuto fra droga prostituzione alcool vagabondaggio violenza e disorientamento sessuale. Con tutta la crudeltà possibile. Il suo mondo  cambierà, nulla sarà  come prima, nulla potrà più esserlo, ma in qualche modo egli accetta le nuove regole,  tutto pur di ottenere l'affetto di sua madre.

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gennaio 20 2005, ore 22:49

La ragazza con la pistola

 

Anno di grazia 1968  è di moda  la Swinging London è un regista di nome Mario Monicelli consegna alla storia“La ragazza con la pistola” un film che credo sia un cult della commedia italiana per definizione con una bravissima Monica Vitti in un ruolo comico ai limiti della macchietta, e reduce da un successo datogli da Antonioni.  La trama è semplice ma l’idea era molto buona,si svolge in Sicilia negli anni 60 mentre in Inghilterra scoppia la rivoluzione sessuale nel paese di Assunta una giovane sicula vestita di nero con una lunga treccia ovviamente nera si consuma la tragedia. Per errore  Vincenzo Maccaluso rapisce Assunta  ( segretamente innamorata di lui ) e che “Fredda come il mammo”si nega alla violenza del  suo carnefice “ Una motta stai baciando” ma che alla fine si concede e allora “SIIII ARROVINAMI !!!” Assunta rimane sedotta e abbandonata è il caso di dirlo, ma non si puo’ rimanere marchiata a vita come “Bottana” e lasciare che anche le sue sorelle rimanghino zitelle, a causa del disonore gettato sull'intera famiglia? Gli uomini della famigghia devono lavare l’offesa ,ma in famigghia tutte figghie fimmine sono!!! Intanto Vincenzo parte per Londra per evitare le conseguenze del suo gesto, e Assunta dietro consiglio della madre decide di partire LONDDRA e difendere l’onore, gli viene  infilato nella borsetta :1 biglietto di sola andata per l’Inghilterra , 11.000 lire, un santino di San Giovanni e la Pistola , le ricorda cosa fare: Fatta la "commissione", ti presenti in questura e loro ti rimanderanno a casa gratis, con le guaddie"e dopo qualche anno anno di onorato carcere tutto tornerà come prima. Prende il treno per l'Inghilterra armata di una pistola, trova l'indirizzo di Vincenzo ma questi riesce a sfuggire. Lavorando come cameriera riesce a mutare la propria mentalità, si mette a studiare e a lavorare assumendo così quasi le vesti di una vera inglese, ma l’aria della metropoli la sprovincializza e la fa desistere dai suoi propositi bellicosi, e poi chi la fa l’aspetti.
Uno strepitoso film che rivedo sempre, anche se a volte è esagerata la solita caricatura e l’insistenza sui più vecchi luoghi comuni del sud.
dal film
“Visceeenzo? Io tutte le domeniche libere ho…e tutte le domenica ,pa' ttia, la campana a motto suona!"

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gennaio 13 2005, ore 23:25

 foto by FeSTeN

Milano ore 23:23                                               

 

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gennaio 12 2005, ore 21:48

 

 
La storia racconta di una ragazza di Filadelfia  “Edna” che vince un concorso di voci nuove , che  si trasferisce a New York, e che vuole  sfondare diventando una  cantante. La regista Allison Anders  aveva gia’ diretto un episodio di “Four Rooms” film che fece flop al botteghino, ma in questo film “Grace of my heart” dimostra di saper raccontare delle storie, storie di amori, delusioni,droga  e sofferenze, tutto scandito da un viaggio attraverso la musica. L'ambientazione  è anni sessata, dove la scena musicale era dominata da artisti maschili, e dove il "Brill Building" un leggendario palazzo, che per  circa dodicianni, sfornava giovani e virtuosi  talenti.
Un cast d’eccezione  è  sia nei personaggi principali che in quelli secondari, come la sua colonna sonora che consiglio, una fusione musicisti di  compositori del passato con musicisti e compositori contemporanei, dallo swing al rock,fra tutti  il brano scritto ed interpretato da Burt Bacharach e Elvis Costello: "God give me strength"
Spesso le canzoni raccontano stati d’animo che nella fattispecie risultano complessi e mutevoli. Assolutamente da vedere.
 
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gennaio 10 2005, ore 22:38

 Vi riporto il testo di una canzone.Non so se la conoscete,forse si,forse no...E' una canzone che porta tutta la passionalità della mia terra...naturalmente è in dialetto siculo.

"Mokarta" 

Bella figliola ca ti chiami Rosa
chi bellu nomu mamma a te t'ha misu
t'ha misu u nomu bellu di li rosi
lu megghiu ciuri di lu paradisu
bella figliola ca ti chiami Rosa...
Passu di notti e ti salutu strada
cu 'na vampa nto cori e vuci ardita
e nu salutu a mia finestra amata
cca dintra c'è na rosa culurita
rosa chi di li rosi ammuttunata
rosa a tinutu 'n pedi la me vita
passu di notti e ti salutu strada...
iu sta canzuni la lassu stampata
cca dintra c'è na rosa culurita
ti puzzu offriri sulu 'na cantata
sulu sta vuci mi detti la vita
pueti sunaturi e stampasanti
camparu sempri poveri e pizzenti
passu di notti e ti salutu strada...
e nesci rosa t'ha diri 'na cosa
e nesci rosa t'ha diri 'na cosa 'na cosa
e nesci nesci rosa!!!
 
                                                    (Kunsertu)
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gennaio 4 2005, ore 21:21

Film dove gli uomini sono fantasmi o ricordi, drammatico, divertente, tragico, comico e disperato dove esistono solo anime fiammeggianti. Stilisticamente ricercato, perennemente "trans" col marchio di fabbrica dei "colori di Almodovar", accesi e caldi come i personaggi (spesso fastidiosi) che popolano il suo cinema
il più surreale dei dialoghi su tutti, il monologo della Agrado, in teatro, in cui elenca i costi del suo essere femmina.

Monologo

Per cause estranee alla loro volontà, due delle attrici che quotidianamente trionfano su questo palcoscenico, oggi non possono essere qui. Poverine. perciò, lo spettacolo è sospeso. A chi lo desidera verrano ridati i soldi del biglietto, però, per chi non ha niente di meglio da fare, per una volta che venite a teatro, è un peccato andarevene, se restate prometto d’intrattenervi raccontandovi la storia della mia vita.
Se v’annoio fate finta di russare, così…arrrggrrr…lo capisco benissimo e non mi sento ferita nella mia sensibilità…heè, veramente!
Mi chiamano AGRADO perché per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita più gradevole agli altri. Oltre che gradevole, sono, “molto” autentica. guardate che corpo! Tutto fatto su misura: occhi a mandorla 80.000, naso 200 buttate nell’immondizzia perché l’anno dopo me l’hanno ridotto così con un’altra bastonata, lo so che mi dà personalità , però se l’avessi saputo non me lo toccavo. Continuo, tette, due perché non sono mica un mostro, 70 ciascuna, però le ho già superammortizzate, silicone: labbro, fronte, zigomi, fianchi e culo, un litro sta sulle 100.000 perciò fate voi il conto che io l’ho già perso. Limatura della mandibola 75.000, depilazione definitiva con il laser, perché le donne vengono dalle scimmie, tanto quanto gli uomini: 60.000 a seduta, dipende da quanta barba una ha, normalmente da una a quattro sedute, però, se balli il flamenco, ce ne vogliono di più! è chiaro?
Bene. Quel che stavo dicendo è che costa molto essere autentiche, Signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perché una è più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha di se stessa.
Bellissimo, eccessivo, espressione di un amore smisurato per le donne che, come dice la protagonista, sono tutte un po' lesbiche. Il diverso e' ovunque, il diverso non esiste.

Tutto su mia madre 1999
con Cecilia Roth, Marisa Paredes, Antonia San Juan

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gennaio 2 2005, ore 01:58

Anima gemella,due piccole parole un unico grande concetto

La convinzione che qualcuno da qualche parte abbia la chiave del tuo cuore

Tutto quello che devi fare è trovarlo

Intanto dove’ questa persona ?

FeSTeN|||

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